Il progetto
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Un giorno, tutto questo. È il tema del Salone Internazionale del Libro di quest’anno. Per raccontarlo, e per capirlo, abbiamo chiesto a moltissimi autori, amici e lettori del Saloon (piccoli e grandi) di riflettere sul mondo in cui viviamo e sul mondo che ci aspetta, e la cui forma dipenderà evidentemente anche da noi. Il futuro, infatti, non è scritto.

Ci avete inviato tantissime risposte. Alcune si possono leggere ogni domenica su «La Stampa», altre le troverete su quotidiani e riviste online, molte saranno infine visibili alle OGR dal 9 al 20 maggio 2018 per la mostra “Un giorno, tutto questo. Cinque domande sul futuro che ci aspetta”; ma tutte – e solo ora sono già più di mille – saranno raccolte qui, nella forma di testi, immagini, video e anche podcast realizzati grazie alla collaborazione con Audible, che ha affidato alla voce dei suoi narratori professionisti la lettura di alcune risposte.

Risposte diversissime tra di loro, come sono gli autori che hanno preso parte a questo grande progetto: scrittori, scienziati, saggisti, artisti, disegnatori, musicisti, registi, lettori e amici del Saloon riuniti tutti insieme in vero concerto di voci, una sciarada, una costellazione osservando la quale si può riuscire a capire qualcosa in più sul mondo, così mobile e complesso, nel quale ci troviamo a vivere.

Cliccando su 5 RISPOSTE potete leggere le risposte che sono arrivate per ciascuna domanda e confrontarle tra loro, oppure cliccate su AUTORI per approfondire le risposte di un autore, lettore o amico del Saloon. Se invece volete rispondere, vi basta dare un’occhiata più giù!


Il progetto editoriale #5domande è stato ideato da:
Nicola Lagioia, Paola Caridi, Ilide Carmignani, Mattia Carratello, Giuseppe Culicchia, Fabio Geda, Alessandro Grazioli, Giorgio Gianotto, Loredana Lipperini, Giordano Meacci, Eros Miari, Francesco Pacifico, Valeria Parrella, Christian Raimo, Lucia Sorbera, Rebecca Servadio, Annamaria Testa.
Idealmente con loro, Alessandro Leogrande.

Le risposte degli autori sono state raccolte da Paola Galletto.

I testi sono stati editati da dieci04, che ha realizzato questo sito con la collaborazione di Dude.

La mostra alle OGR è coordinata da Valentina Lacinio.
Display: Parasite 2.0
Studio grafico: CCN Studio

Grazie agli editori, agli autori che hanno partecipato e a tutti i lettori del Saloon che hanno risposto.
Buon futuro a tutti 🛸

Carmine Donzelli

Catanzaro, 1948. Direttore editoriale di Donzelli Editore.
Dopo aver lavorato per molti anni per Einaudi nel 1987 assume l’incarico di direttore editoriale della casa editrice Marsilio. Nel 1992 decide di creare una sua casa editrice e nasce così Donzelli Editore, che oggi presenta un catalogo di oltre duemila titoli di prestigiosi autori italiani e internazionali.

Chi voglio essere?
La nostra identità è in continua costruzione. Nell’epoca del culto di sé, chi aspiriamo a essere? Che rapporto c’è oggi tra l’essere se stessi, il conoscere se stessi e il diventare se stessi?

Voglio essere quello che sono: un costruttore di libri.

Risposta molto ambiziosa, diffidare dell’apparente understatement. Innanzitutto bisogna vedere se davvero sono un costruttore, se sto costruendo (progettando, assemblando, puntellando, restaurando, manutenendo) bene il mio manufatto. Bisogna fare un onesto sforzo di autovalutazione; provare a essere se stessi prima che gli altri ti spieghino se lo sei o no. Dopo quasi cinquant’anni di mestiere, ho l’impressione, parlandone tra me e me, che certe volte ci sono riuscito, a costruire libri. Certe volte: non sempre.

Ecco. Già la prima questione – essere sé stessi – in questo modo si complica. Certe volte, nel fare libri, sono stato e sono me stesso. Certe volte no. Non c’è identità che sia più in costruzione di quella di un aspirante costruttore (di libri).

Quanto al conoscere sé stessi, se fai il costruttore di libri, hai un sacco di occasioni per conoscerti: innanzitutto, leggi tanto, e quindi impari un sacco di cose. Poi impari a verificarle, a metterle a confronto con quello che pensi tu. Diciamo che ti interroghi continuamente circa la compatibilità di quello che leggi con quello che pensi. In linea di principio, la decisione di pubblicare o non pubblicare, o di intervenire, o di interloquire, ha a che fare con questa storia della compatibilità. Naturalmente tu ti racconti che le tue scelte le fai a beneficio dei tuoi lettori. Ma è un po’ un imbroglio: la verità è che tu sei i tuoi lettori. C’è da aggiungere che la ricerca della compatibilità diventa una deformazione professionale. Anche quando leggi senza “secondi fini”, ti scopri a domandarti: ma questa idea, questa riflessione, questo pensiero, io li pubblicherei? Molto impegnativo, ma molto divertente; e molto utile per provare a conoscersi.

Diventare se stessi, poi, è la cosa più difficile di tutte, se fai il costruttore di libri. In un certo senso, sei già diventato tale per definizione, nel momento in cui ti sei fatto una casa editrice e hai attaccato l’insegna fuori dalla porta. Ma il rischio che corri ogni giorno è di diventare un distruggitore di libri. Li fai male? La critica, il pubblico (il mercato) te li distruggono. E ben ti sta! Così impari a tenere un po’ sotto controllo quella cosa che si chiama “il culto di sé”.